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        Consultazione tarocchi gratuita. Consulto di carte.   Cartomanzia  gratis.  sensitivo.
I TAROCCHI. 
 

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I TAROCCHI. 
 

 
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i         Consultare i tarocchi equivale a interpretarne i simboli con lo scopo di svelare gli Arcani, 

          cioè i segreti ed i misteri del destino e delle sue tendenze ad avverarsi

 

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                                 introduzione ai tarocchi
       
        Sin dalla notte dei tempi l'uomo ha sentito la necessità di conoscere il 
      proprio futuro per essere preparato ad affrontare le avversità che il 
      destino aveva riservato a lui, ed al suo centro di interessi (famiglia, 
      comunità, stato etc.).
      Conoscere per deliberare! Questo imperativo regola il pensiero e l'azione 
      dell'uomo saggio che, prima di assumere una qualsiasi decisione, prima di 
      compiere qualsivoglia azione, valuta razionalmente tutti gli elementi, gli 
      aspetti ed i dati di cui dispone per prevedere gli effetti che saranno 
      prodotti dalle differenti opzioni di scelta a sua disposizione. 
      Ma l'uomo saggio è anche a conoscenza delle molteplici variabili, delle 
      sorprese inaspettate che il Fato gli riserverà in futuro, variabili e 
      sorprese in grado, molto spesso di ostacolare la realizzazione del 
      migliore e più accurato dei progetti.
      La ragione profonda del desiderio di conoscere il futuro, risiede 
      nell'aspirazione dell'uomo saggio di entrare in possesso di tutti i dati, 
      elementi ed aspetti di ogni situazione, comprese le variabili future, al 
      fine di essere in grado di compiere le proprie scelte con la 
      consapevolezza e con la serenità della piena conoscenza.
      Solo pochi individui, tuttavia, erano dotati del "potere", della saggezza 
      e della sensibilità di interpretare e predire il futuro. A questi uomini, 
      sostanzialmente ritenuti quali tramiti tra la dimensione umana e quella 
      divina, è sempre stato riservato un posto di primissimo piano nelle 
      diverse forme civiltà e società succedutesi nel tempo. Anche se indicati 
      con appellativi diversi (sciamani, stregoni, sacerdoti etc. etc.) coloro 
      che si mostravano in grado di predire il futuro si guadagnavano il totale 
      rispetto, per non dire la venerazione degli altri membri della società.
      L'attività divinatoria, in poche parole, era affidata a coloro che avevano 
      la possibilità di partecipare completamente sia della dimensione umana che 
      di quella divina, per dirla in breve, alla classe sacerdotale. 
      Con l'affermazione del potere temporale della Chiesa di Roma su tutto il 
      Mondo Occidentale, tuttavia, le varie tecniche divinatorie vennero 
      osteggiate e contrastate, anche con impressionante ferocia. Vennero 
      bollate quali pratiche pagane e contrarie alla Vera Dottrina. Coloro che 
      le praticavano vennero indicati quali eretici, streghe o, comunque, 
      soggetti in contatto col demonio. 
      La ragione di un tale atteggiamento della gerarchia ecclesiastica deve 
      essere ricercata nella necessità di sopprimere le religioni alternative e 
      di impossessarsi del potere ancora detenuto dalle classi sacerdotali delle 
      religioni antiche, che all'epoca custodivano gelosamente poteri e tecniche 
      della divinazione. 
      Ma nonostante la tenacia, la ferocia e l'impiego di uomini e mezzi profusi 
      dalla Chiesa per distruggere le pratiche divinatorie e per estirparle 
      dalla coscienza dei popoli, l'uomo ha continuato a sentire la necessità di 
      conoscere in anticipo il proprio futuro e le pratiche divinatorie, frutto 
      della saggezza e delle immense conoscenze degli "Antichi", seppur 
      clandestinamente, hanno continuato, senza soluzione di continuità, ad 
      esistere e prosperare sino ai giorni nostri. Zingare, sibille, "streghe" 
      ed "iniziati" hanno mantenuto vive le diverse tecniche, affinate e 
      perfezionate nel tempo, ed hanno contribuito, in modo determinante, a 
      tramandarle sino ai giorni nostri..
      Gli strumenti utilizzati per l'attività divinatoria furono nel tempo i più 
      diversi: pietre, aruspici, interiora di animali (in Etruria, ad esempio, 
      vi erano scuole dedicate all'insegnamento della tecnica di "lettura" delle 
      interiora tramite le contrazioni dell'animale sezionato), erbe e funghi in 
      grado di indurre uno stato di trans etc..
      L'utilizzo della "carta" nella divinazione, invece, risale ad epoca 
      relativamente recente: i primi cenni storici, infatti, risalgono al secolo 
      xi (d.c..) E' provato, infatti, che l'uso delle carte in Europa è 
      anteriore all'anno 1240, anno in cui il Sinodo di Worchester vietò il 
      gioco delle "naibi"' (gioco di carte simile ai tarocchi: vi è chi sostiene 
      che Naibi sia addirittura l'antico nome dei tarocchi).
      i tarocchi
      Con il termine tarocchi si indicano alcuni differenti mazzi di carte 
      utilizzati per la meditazione e per la divinazione che, seppur fondati su 
      medesimi concetti, differiscono tra loro (tarocchi marsigliesi, 
      piemontesi, liguri, fiorentini etc.etc.)
      Non potendo descriverli tutti, è bene chiarire che le descrizioni che 
      seguiranno riguarderanno i tarocchi marsigliesi (ai quali si farà 
      riferimento indifferentemente con i termini: "carte", "arcani", "lame", 
      "tarocchi"). 
      Le teorie sull'origine dei tarocchi sono molteplici e varie. Alcuni 
      sostengono che derivino da giochi portati in Occidente da Marco Polo o che 
      risalgano al tempo di Carlo VI, il principe pazzo, e della sua graziosa 
      innamorata Madamigella Odette (e, dunque, dalle prime tavole dipinte a 
      mano da Giacomino Gringonneur).
      Vi è poi, chi li fa risalire alla naibi spagnole (gioco di carte e 
      percorso di preparazione morale, culturale e spirituale imposto ai figli 
      della migliore aristocrazia spagnola), e chi, invece, li considera 
      un'evoluzione della trasposizione delle lettere dell'alfabeto ebraico 
      all'interno di una scacchiera..
      La teoria più accreditata, infine, afferma che i tarocchi siano 
      l'evoluzione storica delle tavole di thot: 78 tavolette di origine egizia 
      nelle quali sarebbe stato sintetizzato il libro di toth, antico testo 
      della Conoscenza, della Vita e della Morte, cui era affidato il compito di 
      trasmettere ai posteri la storia dell'umanità nella sua completezza, per 
      il tramite di una simbologia diretta alla rappresentazione del passato, 
      del presente e del futuro dell'uomo ed alla rivelazione dei "segreti" del 
      giusto percorso.
      Gli Arcani Maggiori dei tarocchi, in buona sostanza, altro non sarebbero, 
      che il prodotto della costante opera di adattamento alle epoche ed ai 
      costumi succedutisi nel tempo, delle tavole in questione.
      Con ogni probabilità la diffusione dei tarocchi in Europa è da accreditare 
      alle popolazioni nomadi (zingari) ed alle varie campagne militari 
      combattute dalle popolazioni europee in Oriente. 
      Nonostante la varietà di opinioni difformi in merito alla loro origine, 
      tutti concordano sul fatto che i tarocchi rivelano all'uomo conoscenze, 
      principi, valori ed idee che permettono di afferrare le leggi d'evoluzione 
      dei fenomeni. 
      Sono riconosciuti quale potente strumento di meditazione utile alla 
      comprensione delle leggi universali che da sempre governano l'uomo ed il 
      suo mondo. Se bene interpretati permettono di capire l'evoluzione di molti 
      fenomeni. Ispirati e formati a conoscenze, valori ed idee antichissime ed 
      immutabili, tracciano il percorso esoterico di crescita basato sul 
      concetto fondamentale del "conosci te stesso" (solo chi riuscirà a 
      conoscere sé stesso, potrà raggiungere la completa conoscenza e la totale 
      affermazione spirituale).
      Oltre alla crescita personale i tarocchi, dunque, rendendo comprensibili 
      le leggi dell'evoluzione universale, consentono di interpretare i diversi 
      fenomeni e di anticiparne gli effetti: consentono, in buona sostanza, 
      l'esercizio dell'attività divinatoria.
      Non spaventi tutto ciò: l'universalità della simbologia dei tarocchi 
      facilita grandemente la loro lettura.
      I tarocchi sono costituiti da 78 differenti carte (o Lame): 22 Arcani 
      Maggiori e 56 Arcani Minori.
      Gli Arcani Maggiori costituiscono l'insieme di carte più importante e 
      significativo del mazzo, poiché rappresentano il giusto percorso 
      iniziatico per raggiungere la piena conoscenza di sé stessi: 
      rappresentano, per dirla in breve, l'intero ciclo di evoluzione spirituale 
      dell'uomo.
      Questo percorso si apre con il bagatto (1° Arcano, che rappresenta la 
      separazione della materia dal "Caos Iniziale" e la conseguente nascita 
      dell'uomo), prosegue con i vari livelli di crescita sino ad arrivare, con 
      il mondo (21° Arcano), alla completa conoscenza degli elementi 
      fondamentali - aria, terra, acqua e fuoco - ossia, di tutto ciò che ci 
      circonda, e delle regole e leggi che li governano.
      Ma gli Arcani Maggiori, come detto, sono 22 ed il percorso di evoluzione è 
      ciclico: non a caso il 22° Arcano, il "matto", altro non rappresenta che 
      il Caos: quanto a dire che chi non riesce a completare proficuamente il 
      suo cammino spirituale, torna all'inizio di tutti gli eventi: al Grande 
      Caos appunto. Allo stesso tempo, dunque, il matto, rappresenta la fine e 
      l'inizio del percorso, ed afferma il principio binario che governa tutti 
      gli elementi: l'esistenza di una cosa è prova assoluta dell'esistenza del 
      suo contrario.
      Nel loro insieme le 22 lame si riferiscono ai principi dell'universo e, 
      durante la divinazione, indicano le cause degli avvenimenti e le azioni 
      dell'uomo.
      Gli Arcani Minori, invece, rappresentano gli effetti di tali azioni.
      E' evidente, dunque, che l'interazione tra azione ed effetto descriverà 
      con estrema precisione il divenire degli eventi e le viarie possibilità di 
      interazione con il Destino.
      I tarocchi, si badi, non si limitano a descrivere fatti o a prevedere 
      avvenimenti, ma consigliano l'individuo affinchè possa affrontare il 
      proprio avvenire con piena cognizione di causa adottando la scelta più 
      giusta per ogni problema.
      Che senso avrebbe, altrimenti, la cartomanzia, se non vi fosse la reale 
      possibilità di intervenire positivamente sul susseguirsi degli eventi?
      Come potrebbe essere spiegato il millenario successo di questa tecnica 
      divinatoria, se chi richiede un consulto si dovesse poi trovare nella 
      condizione di assistere impotente al fluire del proprio destino?
      Spesso viene fatta un gran confusione sulla coesistenza del libero 
      arbitrio di cui l'uomo è dotato e la cosiddetta Preveggenza Divina.
      Si dice, in poche parole che se Dio conosce sin d'ora l'intero percorso 
      della nostra vita, questo deve essere necessariamente già scritto: vi 
      sarebbe, dunque, per tutti, un Destino inalterabile.
      Se così fosse, tuttavia, l'uomo non avrebbe affatto il libero arbitrio, la 
      potestà di decidere quale percorso seguire, quale scelta operare etc. etc. 
      ; se così fosse, poi, nemmeno i tarocchi avrebbero alcun senso, potendo al 
      massimo prevedere il futuro senza fornire all'uomo la possibilità di 
      modificarlo in meglio.
      La realtà è ben diversa: libero arbitrio umano e Preveggenza Divina (come 
      è stato da tempo dimostrato - si veda S. Agostino) coesistono 
      tranquillamente poiché l'essere umano e Dio hanno differenti collocazioni 
      spazio temporali.

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